Arrivo del decimo anno: mai più nel mondo sotterraneo!
Alolissimo a tutti e benvenuti al decimo anno dell’UniGaia: ormai c’é bisogno di un nuovo articolo, dove non menziono più quel mondo sotterraneo, che mi ha sempre presa e fatto arrabbiare, ma esco fuori, torno sulla Terra.
Ovvero, non torno sulla Terra, salgo in superficie, e comincio a guardare l’infinito ed oltre, le stelle, tra cui ci sarà, anche la buona stella, ma io non l’ho ancora catturata.
Perché la buona stella non si cattura: si invia l’indirizzo per la buona stella, bisogna essere predisposti per la buona stella, ma io ancora non lo sono, ancora mi viene timore e arrabbiature per quel mondo sotterraneo. E devo essere fiduciosa in me stessa che posso farcela e ce la farò.
E da oggi comincerò a fare cose diverse, più reali, fisiche, pratiche, burocratiche, e meno legate a quel mondo sotterraneo in cui capitavo sempre, a cui non riuscivo ad uscire fuori. E soprattutto devo cominciare a pensare quale potrebbe essere il mio lavoro nei prossimi anni.
Parto dalle mie abilità e competenze:
So disegnare, scrivere, sono molto creativa e curiosa, spesso mi viene in mente qualcosa di fuori dai limiti e cerco di applicare cose in modi che gli altri non farebbero.
La mia abilità con la tastiera, riesco ad essere velocissima senza guardarla, e a fare le cose molto velocemente, anche spesso se ancora mi perdo, ma se mi perdo e mi blocco é per via del mondo sotterraneo, non del mondo reale o di una lentezza. E’ il mondo sotterraneo che é diventato più veloce ed é riuscito a prendermi, ad azzannarmi contro di me.
L’abilità nella lingua Inglese, e anche un pò di altre lingue come il Francese, anche Spagnolo, Tedesco, Giapponese, Armeno, Georgiano, Azero, e Siciliano. Abilità di usare le lingue in modi che gli altri non farebbero, di inventare vocaboli e neologismi che in un certo modo non c’éntrano con i linguaggi realmente esistenti ma con la personalità dei personaggi, tipo i miei nomi nondiegetici, o parole spesso usate come Alolissimo o Kupobayo o Samarche. Basicamente… Ho appena pensato che Samarche potrebbe essere Samarché!
L’abilità di connettere le cose, non solo tra di loro e con cose realmente accadute, ma le riesco a connettere anche con cose inventate, anche in modi che gli altri non farebbero, e sono in grado di prendere qualcosa di inventato e invece di dire “non é solo narrativa”, vedere un lore che gli altri non vedrebbero. Vedo un personaggio terziario quasi quaternario, molto minore, e in pochi giorni gli affido una casa, una famiglia, una backstory, un sacco di headcanon e shipping e ragioni per cui lo posso ricordare e per cui poteva essersi salvato dalla distruzione di un pianeta. E’ solo che questa cosa é spesso solo successa con quei due personaggi specifici del mio mondo sotterraneo. Quei due personaggi, li dovrei trovare scordabili, dovrei perderli e lasciarli stare in pace, e dovrei essere più legata a creare cose per personaggi più emozionanti di cui sappiamo di più, dove ci sono più motivi per trovarli ricordabili e per aggiungerci qualcosa di sopra, ma spesso non sono riuscita, invece sono sempre caduta in loro due e non sono riuscita a rialzarmi.
La memoria, un’altra abilità, io spesso mi ricordo molte cose, spesso mi ricordo dei dettagli, e spesso ero così presa, così dentro quel mondo sotterraneo, che facevo fatica a comprendere e dovevo sapere tutto di tutto, ora riesco ad abilitare il mio filtro della percezione e semplicemente, non percepirli. Non chiedere sempre tutto di tutto, ma solo le cose interessanti. Quelle che mi emozionano, che mi invaghiscono di più.
E’ solo che spesso mi interessano solo le fesserie del mondo sotterraneo, quasi mai mi ero interessata in cose più personali, fisiche, reali, e burocratiche. Anche quando mi legavo a cose che esistevano anche nel mondo reale, era quasi spesso legato a quel mondo sotterraneo, e non a come quelle cose erano veramente, quindi più per fatti inventati che per fatti reali.
Non era vero amore, non era una passione, o voglia, era semplicemente un mondo sotterraneo che mi aveva rapito senza il mio consenso e da cui ora tento di andarmene ma per cui a volte provo ancora paura, ansia, ed arrabbio. Vorrei invece provare queste cose per il mondo reale e le persone che mi stanno intorno, ma non ci riesco, non sono ancora autonoma da quel mondo sotterraneo.
Ci sto provando, e spero di diventarlo in un anno. Se non ci riesco, propabilmente mi ritirerò in quel mondo sotterraneo, non perché lo preferisco, perché sia davvero più interessante, rinfrescante, piacevole, calmante, gioioso, avvincente, o interessante. O bello. O che ne abbi un vero amore o una vera voglia. Anche le cose che esistevano anche nel mondo reale non erano troppo belle per essere vere, ma semplicemente invadenti e fastidiose.
Mi ritirerò in quel mondo sotterraneo perché finalmente avrò perso la guerra contro di esso, diventandone una sua colonia. Ne farò parte, ed esso farà parte di me.
Un sacco di guerre, l’hanno vinte i buoni, come me, che sono pura e gentile (anche se a volte il mondo sotterraneo mi fa dire cose che non voglio, lo tratto come troppo serio e importante, infatti ho smesso perfino con i social, ma spesso temo che il mondo fasullo, ovvero il mondo sotterraneo, tornerà, credo di non avere visto l’ultima del mondo fasullo. Ma nemmeno tutti gli arrabbi sono legati al mondo sotterraneo , spesso sono legate a bisogni primari, al troppo caldo o troppo freddo, ma spesso anche il caldo o il freddo sono legati al fatto che mi sono arrabbiata col mondo sotterraneo, o mi lamentavo di essere piatta o di sembrare ancora piccola ma invece intendevo che ci avevo ancora l’invadente mondo sotterraneo alle spalle!)
Ma un sacco di guerre, l’hanno vinte i cattivi, come il mondo sotterraneo, che spesso sento ancora alle spalle, con cui spesso provo ancora, non ansia, ma provo paura e arrabbio, come se esistesse, infatti io al mondo sotterraneo lo sento ancora come un bisogno, che io voglio lasciare e che ho spesso provato a lasciare ma da cui non sono ancora riuscita.
Il mondo sotterraneo é troppo potente, e spesso torna anche quando sto facendo cose che non centrano niente, spesso non riesco a farle perché ho ancora la vocina nella testa che mi schiamazza del mondo sotterraneo, mi schiamazza di aiutare e salvare quei personaggi.
Basicamente voglio convincermi a convivere col mondo reale e con le persone che mi stanno intorno, a volere scrivere e disegnare cose su di loro invece che sui mondi fasulli. Vorrei essere più terrestre, più autonoma, ma mentalmente spesso faccio ancora parte del mondo sotterraneo.

